Lasciare un segno


 

Diverse volte ci hanno chiesto di scrivere, di mettere i nostri pensieri e le nostre idee su un pezzo di carta, quanti temi nel trascorso scolastico ci è toccato stilare senza troppa voglia! Quando andavo a scuola, la frase più ricorrente tra noi ragazzi durante un tema di italiano era: «Ma quanto lungo deve essere?», «Così è troppo corto?». Se a quest’ultima domanda la risposta era positiva, si iniziava a scrivere con una scrittura a caratteri “cubitali” così da occupare più fogli possibile e raggiungere la lunghezza richiesta. Che poi…chi dice che in poche frasi non si riesca a racchiudere un mondo di pensieri?? Eppure, se ci pensiamo sono proprio quei messaggi, quelle lettere, quei biglietti d’auguri, quelle cartoline inviate da amici e parenti che prese e rilette dopo tempo hanno la capacità di riportarci con la mente all’attimo in cui le abbiamo ricevute, aprendo così un mondo di ricordi, di emozioni provate nonostante siano passati molti giorni, mesi o anni.

Scrivere non è semplice, soprattutto se sai che quello che scrivi potrebbe essere letto da persone che non ti conoscono, che non sanno come sei caratterialmente; così, al momento della battitura inizi a pensare alle possibili critiche che i tuoi pensieri potrebbero originare. Eppure, scrivere è un mettere per iscritto un pensiero che potresti esprimere anche a parole. Tutti noi, nel nostro piccolo, scriviamo: da una semplice e-mail ad una relazione di un progetto, oppure un articolo per il lavoro. Tuttavia, battendo a computer il nostro pensiero diventiamo anonimi, non nel contenuto, ma nella forma: stesso carattere, semplice possibilità di modificare quello che abbiamo scritto e meccanica nello scrivere (parola, spazio, parola). Proviamo invece a pensare all’impegno che serve, nello scrivere una lettera su un foglio di carta: in primis l’attenzione nel non fare errori ortografici perché il correttore automatico non c’è, l’impegno nell’avere una scrittura scorrevole e piacevole alla vista e poi il tempo…il tempo che dedichiamo a scrivere, prima la brutta, poi la bella, il tempo impiegato per spedirla e il tempo d’attesa affinché il destinatario la riceva. Tutto tempo che dà un altro valore a quello che abbiamo scritto.

Ricordiamoci: il mettere per iscritto è dare un valore aggiunto a quello che pensiamo e a quello in cui crediamo. Le parole volano via con il vento, l’inchiostro resta impresso sul foglio di carta.


 di Deborah Martinelli*

*operatrice sociale presso CiAGi Livigno    

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