Caro diario... - ("Simo")

 


sono qui davanti al tuo foglio bianco perché cinque minuti fa stavo pensando di raccontarti una cosa, ma ora che mi sono seduta alla scrivania e ho la penna in mano ti guardo senza riuscire a trovare il filo dei pensieri. Sei il più grande ascoltatore che conosca, eppure, ora che vorrei parlarti di cose importanti, me ne vergogno.
Vorrei parlarti di me, ma quando cerco di dare forma ai miei pensieri, finisce sempre che li annebbio. Spengo quella piccola luce che accendono nella mia testa, le dico: «zitta, zitta, che ci scoprono», ma chi ci scopre se l’unico che legge sei tu?!?
Mi succede ogni volta che inizio qualcosa di nuovo, un progetto, una consapevolezza, una riflessione, subito penso: «come sei presuntuosa! Questo è troppo banale! Non ti ascolterà nessuno, non è interessante! Gli altri non la penseranno così!» e il mio impostore vince sempre.
Se sono la prima a fermare i miei pensieri, non saranno di certo gli altri ad ascoltarli.
Ogni volta che ti apro mi dimentico quanto mi fa bene confrontarmi con te, tornare a rileggermi tra le tue pagine e così scoprire quanto sono cambiata.
È difficile mettermi di fronte a me stessa e guardare in faccia la persona che critico di più, che io mi stia guardando allo specchio o che stia leggendo quella che ero qualche anno fa. Mettermi davanti a qualcosa, mettermi a-fronte, “affrontare” mi fa paura perché mi hanno insegnato che nei duelli c’è sempre qualcuno che perde, così, piuttosto che fare un po' di fatica per poi respirare a pieni polmoni, preferisco chiudere le finestre del mio cervello e far tacere le domande, le preoccupazioni, le idee geniali che vengono a farmi visita. Non mi rendo conto che in questo caso non perderebbe nessuno.
Ammetto che un po' tutto questo mi fa ridere, perché volevo proprio parlarti di quanto il giudizio degli altri mi spaventi e mi faccia male…e guarda caso, il giudizio più pesante è proprio il mio!
Sarà una nuova sfida, se voglio crescere: dovrò provare a credere in me stessa e nei miei desideri, a non giudicarmi, a sapermi ascoltare.
Ci sono un sacco di cose che voglio scoprire. I giudizi di chi non ha ancora imparato l’ascolto a volte sono proprio lo specchio di ciò che dicono a loro stessi.
Cosa sono i giudizi e pregiudizi? Mi chiedi...
Te ne parlo un’altra volta, per oggi cerco di ascoltare me stessa.

                                                                                                                    Simo


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